Monumenti di Sant'Antioco

 

MUSEO ARCHEOLOGICO

Il Museo Archeologico di Sant'Antioco mostra un'ampia selezione dei materiali rinvenuti nelle varie campagne di scavo tenutesi nella nostra Isola, dalle origini dei primi insediamenti neolitici (III millennio a.C.) alle fasi tarde della romanizzazione. Molti materiali testimoniano la cultura fenicia, che ebbe proprio a Sant'Antioco, nell'antica Sulki, il più antico insediamento in Sardegna. Sono esposti gli oggetti ritrovati nelle tombe del tofet: utensili, anfore, lucerne, gioielli, amuleti, maschere apotropaiche. Lo stesso tofet è ricostruito in un modello che illustra la disposizione delle stele e delle urne rinvenute negli scavi.

TOFET

La parola TOFET indica una località (nei pressi di Gerusalemme), nella quale venivano bruciati e sepolti i bambini, e che oggi, convenzionalmente, indica le aree sacre di età fenicia e punica rinvenute in Sardegna, Sicilia e Tunisia, nella quale sono state recuperate urne contenenti ossa bruciate di bambini e animali. Il TOFET di Sant'Antioco, si presenta come un'area all'aperto che si appoggia ad una roccia trachitica denominata "Sa Guardia de is Pingiadas" (la guardia delle pentole) a causa della gran quantità di urne cinerarie, oltre 3000, rinvenute nel corso dei secoli e fino ad ora recuperate.

ACROPOLI

Non ha la maestosità della più famosa acropoli d'Atene ma è un monumento che vale la pena visitare. Le sue fortificazioni poggiavano sugli affioramenti rocciosi naturali. La zona ha avuto diverse fasi d'uso che si sono susseguite tra l'età punica e quella tardo-romana. I resti più antichi sono riferibili alle fortificazioni puniche.

VILLAGGIO IPOGEO

È un singolare monumento da visitare a Sant'Antioco. Il villaggio ipogeo nasce come Necropoli punica in cui ancora oggi si possono evidenziare i segni dei sepolcri d'origine; Successivamente, in epoca medioevale, una parte della popolazione di Sant'Antioco vi trovò rifugio dagli attacchi feroci degli arabi e convertì gli antichi sepolcri in abitazioni denominandole "Is gruttas", le grotte. Si possono tuttora vedere alcuni arredi, oggetti fatti con le foglie di palma nana, e splendide fotografie d'epoca.

BASILICA SANT'ANTIOCO MARTIRE E CATACOMBE

Sono il cuore pulsante della parte spirituale della popolazione antiochense. La Chiesa è stata edificata sulla tomba del Santo omonimo (patrono della Sardegna) attorno al V sec., merita di essere visitata per la sua struttura architettonica e per la presenza delle catacombe cristiane,  in base alla leggenda, proprio nelle catacombe il martire Antioco trovò rifugio e morì in quella che venne denominata "camera del Santo" e che divenne il fulcro dell'iniziale basilica cristiana abbellita da pilastri e decorazioni in marmo. Alla sua morte stabilita nel 127, il corpo del santo venne collocato nel sarcofago che oggi si trova all'entrata delle catacombe. Significativo esempio di archeologia cristiana in Sardegna, le catacombe si suddividono in due settori chiamati di "Sant'Antioco" e di "Santa Rosa", madre del santo.

FORTE SABAUDO

Il forte sabaudo, conosciuto anche col nome di "guardia de su Pisu" oppure "il castello"  domina da una collina alta 60 mt.  Il Forte Sabaudo doveva servire a scopo difensivo visto che l'isola di Sant'Antioco era sotto la continua minaccia delle incursioni dell'Impero Ottomano, in special modo degli attacchi dei corsari barbareschi provenienti da Tunisi.

FONTANA ROMANA

Sorge al centro di una delle principali piazze dell'isola: Piazza Italia. Si tratta di una testa di acquedotto o di una falda sorgiva captata le cui origini sono molto antiche, forse addirittura precedenti alla conquista romana della Sardegna.  A nessuno sfuggirà l'importanza di una fonte pubblica già disponibile in età così antica. Occorre infatti ricordare la rilevanza dell'acqua dolce per l'antica marineria e occorre anche notare che l'antico porto era praticamente adiacente alla cosiddetta Fonte romana. 

PONTE ROMANO

È possibile notarlo sulla destra all'ingresso del paese. Quando si parla di ponti romani si parla di opere d'arte della rete stradale la cui appartenenza all'architettura romana è facilmente comparabile con quelli di altre provincie, nonostante i rimaneggiamenti avutisi nei secoli. Il ponte romano di Sant'Antioco, conosciuto da tutti col nome di "Pontimannu" rappresenta, come d'altronde gli altri ponti sardi, un unicum non solo nella sua forma ma anche per la posizione sul territorio.  Differentemente dagli altri collega la terraferma con un'isola e non il guado di fiumi o dislivelli.

IL SEMAFORO

Sul colle che domina Capo Sperone, in località Sa guardia de su Turcu, sono visibili gli interessanti ruderi dell'ottocentesco semaforo. La felice posizione del sito, posto a 176 metri di altezza, consente un formidabile colpo d'occhio che giunge sino a Capo Teulada, abbracciando un considerevole tratto di mare.

MUSEO DEL BISSO

Il Bisso è definito «La seta che nasce dal mare». L'isola di S. Antioco è l'ultimo luogo della Sardegna e del Mediterraneo che ci trasmette ancora questo dono marino. Essa ha mantenuto - col favore di fondali bassi e incontaminati e di una importante tradizione tessile - una produzione di rilievo fino a portare ai nostri giorni con tenacia, passione e sacrificio, delle realizzazioni che hanno perduto e superato la loro precedente funzionalità per connotarsi come dei veri e propri lavori artistici (arazzi anziché guanti o cuffie) marcando così l'unicità e la preziosità di un prodotto sempre più raro.

OASI NATURALE DEI FENICOTTERI ROSA

Sant'Antioco vanta di una flora e una fauna caratteristiche, ci preme dare cenno della presenza di un esemplare di unica bellezza. Nei pressi delle Saline di Sant'Antioco infatti si possono osservare colonie di Fenicotteri Rosa. È possibile ammirare questi bellissimi esemplari arrivando in paese sulla sinistra o vedere gli stormi in volo.

 

Hotel Sardegna: Hotel i Colori
Eng Francais Espanol